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 ANTEPRIMA: IN LIBRERIA DAL 18 NOVEMBRE
Un cane può lasciare un’impronta nella storia dell’umanità? Se avete dei dubbi, non conoscete Peritas, il compagno di Alessandro il Macedone, che affrontò un elefante facendo sì che il padrone passasse alla storia e non al tritatutto, o Biche, a causa della quale scoppiò la Guerra dei sette anni; e nemmeno il terranova che salvò Napoleone dai flutti, o Peps e Fips che aiutarono Wagner a comporre la tetralogia dell’«Anello». Sono soltanto quattro dei cento casi contemplati in questo libro, che mette in risalto lo straordinario contributo dei cani a tutte le branche del sapere. In Francia un quattrozampe ha corso per la poltrona dell’Eliseo, in America uno schnauzer ha aiutato i medici a scoprire i tumori. Appassionanti e commoventi, cento storie vere che dimostrano, fatti alla mano, quanto siano intelligenti, coraggiosi, fedeli e irresistibili i cani di tutto il mondo
Un gatto può segnare una svolta nella storia dell’umanità! Non ci credete? Allora non avete mai sentito parlare di Tibbles, il micio che ha spazzato via un’intera specie; o di Tee Cee, capace di prevedere gli attacchi epilettici. E magari neanche di Palla di Neve, cui dobbiamo le innovazioni della polizia scientifica, o di Sinh, il primo gatto birmano. Sono solo quattro dei cento casi contemplati in questo libro, che mette in risalto lo straordinario contributo dei felini a tutte le branche del sapere. Ci sono state muse (e musi) senza i quali non esisterebbero immortali opere di letteratura, musica, poesia, e intrepidi eroi che hanno salvato la vita ai loro padroni. Appassionanti e coinvolgenti, cento storie vere che dimostrano, fatti alla mano, quanto siano intelligenti, coraggiosi, sensibili e incredibilmente affascinanti i gatti di tutto il mondo
Sam Stall, coautore di un manuale per i proprietari di gatti, vive a Indianapolis con la famiglia e tre cani. E’ temporaneamente senza gatto, ma si sta guardando intorno
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INTERVISTA AD ALICE COMINOTTI E FRANCESCO RIZZO (traduttori), VENERDI' 7 NOVEMBRE 2008
200 fra cani e gatti che hanno influito sul corso della storia… in che maniera?
AC: C’è per esempio chi ha salvato la vita a qualcuno: e se questo “qualcuno” si chiama Alessandro Magno (il suo cane, Peritas, si sacrificò per evitargli di essere calpestato da un elefante durante la battaglia contro i persiani a Gaugamela), oppure Napoleone Bonaparte (tratto in salvo da un terranova dopo essere caduto nelle burrascose acque del Mediterraneo -lui, che non sapeva nuotare- mentre fuggiva dall’isola d’Elba)... beh, diventa subito chiaro come l’intervento di questi angeli custodi a quattro zampe abbia davvero contribuito a cambiare la nostra storia. Ci sono cani, poi, che sono stati protagonisti di conquiste scientifiche epocali, come Laika, la meticcia russa che nel 1957 inaugurò l’era delle esplorazioni spaziali, o George, uno schnauzer americano che ha dimostrato di poter riconoscere alcune forme di tumori maligni grazie al fiuto. Altri cani ancora hanno lasciato la loro impronta nella storia in modo forse meno eroico ma altrettanto importante: è il caso di Robot, un cagnolino francese che fu lo scopritore (fortuito) della celeberrima grotta di Lascaux, dove sono conservate alcune tra le pitture rupestri più belle e antiche del mondo; o il pastore tedesco Rin Tin Tin, grande star di Hollywood, che risollevò le sorti finanziarie della Warner Bros. (all’epoca sull’orlo della bancarotta), permettendo così che indimenticabili capolavori del cinema come Casablanca o Gioventù bruciata vedessero la luce. Insomma, i cani sono stati protagonisti di grandissime conquiste politiche, artistiche, culturali e scientifiche dell’umanità. Ma forse il loro contributo più grande è stato (ed è tuttora) quello di dar prova ogni giorno -anche nelle piccole cose quotidiane- di fedeltà, amicizia e coraggio straordinari, ispirando così tutti noi, i loro compagni “a due zampe”, a diventare persone migliori
FR: In molti modi diversi. Hanno influito contribuendo (involontariamente…) a scoperte scientifiche (come gli studi sull’elettricità di Tesla) e ispirando o confortando letterati e artisti (come Poe e Scarlatti), o ancora semplicemente, restando accanto a uomini poco o nulla famosi ma con insospettabile coraggio: c’è il gatto che ha sfamato un prigioniero nell’antica Inghilterra e quello che ha salvato la vita al suo padrone telefonando al Pronto Soccorso, in Ohio… Non manca naturalmente il lato ironico, vedi i mici diventati eroi del cinema, degli spot e della politica, senza saperlo… Il libro non attribuisce ai gatti meriti o poteri particolari e spesso riferisce storie –toccanti, buffe, avventurose, tragiche- di uomini ben più che di felini. Ricordando però che i mici sono spesso accanto a noi in tanti momenti diversi della vita.
Il cane è stato considerato da sempre come il migliore amico dell’uomo, o c’è stato qualche altro animale che ha tentato di rubargli il posto?
AC: Difficilmente, dopo aver letto questo libro, si può immaginare che un altro animale possa rubare al cane il posto che occupa nell’immaginario collettivo, cioè quello di migliore amico dell’uomo! Chiunque ne possieda uno (come la sottoscritta) sa che, anche se un cane non arriva a salvare una vita o a realizzare imprese memorabili, compie piccoli grandi gesti di eroismo quotidiano: per esempio il semplice fatto di farci sentire meno soli e donarci amore incondizionato a prescindere dal fatto che siamo belli o brutti, magri o grassi, buoni o cattivi... E se non bastassero gli esempi di coraggio e lealtà che questo libro racconta, l’autore aggiunge un’argomentazione in più, attingendo alla storia dell’evoluzione per spiegare la forza del sodalizio uomo-cane. Le strade del cane e dell’uomo si incrociarono infatti decine di migliaia di anni fa, quando un branco di lupi e un gruppo di cavernicoli decisero di unire le proprie forze. La sinergia che si creò in quel momento fu perfetta e permise alle due specie di fare grandi passi avanti nella lotta per la sopravvivenza: gli uomini possedevano cervelli insolitamente sviluppati e sapevano maneggiare armi letali; i lupi avevano sensi acuti, forza e velocità. La loro unione si rivelò vincente e si rafforzò ancora di più quando, nel corso dell’evoluzione, i lupi si trasformarono in animali addomesticati (i cani, appunto) e l’uomo iniziò a considerarli non più soltanto compagni di lavoro o alleati sul campo di battaglia, ma veri e propri amici. Una curiosità: si dice che la frase “il cane è il migliore amico dell’uomo” fu coniata nel 1870 da George Graham Vest, celebre avvocato del Missouri. L’avvocato la pronunciò durante una commovente arringa grazie alla quale ottenne che il suo cliente, che aveva perso il fidato segugio Old Drum per colpa di una fucilata sparata da un pastore arrabbiato, ricevesse il dovuto risarcimento.
Il gatto è stato sicuramente, e forse rimane tuttora, l’animale maggiormente incompreso, per “colpa” del suo carattere indipendente e indifferente ma allo stesso tempo buffo e sornione, e quindi dalla vita più difficile, venerato come divinità dagli egiziani e perseguitato come demonio durante il Medioevo…
FR: E infatti il libro non manca di raccontare vicende drammatiche di presunte streghe finite al rogo a causa di simbolici gatti neri… Ma uno dei meriti del volume è proprio quello di sfatare luoghi comuni, di mettere in luce episodi che mostrano lati affascinanti e poco celebrati dei gatti: sesto senso, legame affettivo con gli uomini, coraggio nel proteggere i cuccioli, doti pratiche utili agli esseri umani… il tutto senza rinunciare a un tono ironico, lievemente pungente, e molto, molto inglese che, con il pretesto di parlare di felini, crea una divertente complicità con il lettore.
Quali sono i gatti più curiosi di cui possiamo conoscere le leggende o le imprese?
FR: Una negativa e una positiva. La negativa è quella del gatto Tibbles, che da solo ha sterminato una specie di uccelli su una piccola isola della Nuova Zelanda (ma la colpa era davvero sua? O dell’uomo?). La positiva è quella della gatta Fede, che intuì l’approssimarsi dei bombardieri su Londra nel 1940 e portò in salvo il suo cucciolo con preveggenza sbalorditiva
In conclusione consiglio il libro agli amanti dei gatti, ma anche a chi non capisce perché amare i gatti (e chi scrive preferisce di gran lunga i cani!!!)
Ci sono storie di cani più imprevedibili di quella del cane diventato gatto onorario?
AC: Il libro è davvero pieno di aneddoti e storie curiose, che spaziano dalla storia alla mitologia, dalla letteratura ai racconti popolari… Ne riporto brevemente una per ciascuna delle sezioni in cui è diviso il libro.
Natura e scienze: Jo-Fi era il cane preferito di Sigmund Freud. Pare che il padre della psicanalisi fosse un appassionato cinofilo e nel corso della sua vita possedette numerosi esemplari di chow-chow. Il prediletto era appunto Jo-Fi, al quale il grande psicanalista permetteva di partecipare alle sedute, poiché era convinto che i cani fossero ottimi giudici del carattere delle persone. Così il grosso chow-chow diventò in qualche modo il suo assistente: se il paziente era sereno e tranquillo il cane gli si sdraiava a fianco, se invece era pieno di tensioni, manteneva le distanze. Oltre ad aiutare Freud ad analizzare i pazienti, Jo-Fi aveva un’altra capacità singolare: sapeva esattamente quando erano trascorsi i 50 minuti canonici della seduta. Perciò, quando era il momento, si alzava, si stiracchiava e andava verso l’uscita. Così Freud non aveva bisogno di guardare l’orologio prima di accompagnare i pazienti alla porta!
Storia e politica: Fortune era la cagnolina di Marie-Josèphe-Rose de Beauharnais, futura signora Bonaparte. Prima che la nobildonna impalmasse il futuro imperatore di Francia, trascorse un periodo in prigione dopo la Rivoluzione francese. Ne uscì grazie all’aiuto di una complice molto speciale, la sua femmina di carlino. La cagnolina era l’unica “visitatrice” che le era permesso di ricevere e nessuna delle guardie si accorse mai che Fortune spesso usciva dalla cella della padrona con un bigliettino nascosto sotto il collare, destinato ad amici influenti che alla fine ottennero la sua scarcerazione. Rose volle premiare la sua fedele amica concedendole un posto d’onore sul suo letto. Fortune apprezzò la ricompensa a tal punto che, quando la padrona si sposò con Napoleone, non ne volle sapere di cedere il posto al neosposo e una notte gli rifilò un bel morso sulla mano. E fu così che uno dei più grandi conquistatori di tutti i tempi dovette rassegnarsi alla sconfitta in camera da letto...
Arte e letteratura: Una delle leggende più famose del Nord Europa è ispirata alla storia di Gelert, un possente cane da caccia donato da re Giovanni d’Inghilterra al suo alleato gallese, Llewelyn il grande. Il cane guadagnò a tal punto la fiducia del padrone che questi gli affidò il delicato compito di fare la guardia al suo figlioletto. Ma un giorno il re entrò nella cameretta e trovò la culla vuota e Gelert con il muso sporco di sangue. Immaginando il peggio, sguainò la spada in preda all’ira e trafisse l’animale. Solo allora udì il pianto del bambino: era sano e salvo, di fianco al cadavere di un lupo. Gelert l’aveva salvato. Il re, distrutto dal rimorso, celebrò per il cane un funerale da eroe e lo fece seppellire nella cittadina che da lui prese il nome, Beddgelert (cioè “tomba di Gelert”).
Cultura popolare: I mondiali di calcio del 1966 divennero famosi sia per la vittoria inaspettata della squadra di casa, l’Inghilterra, sia per la misteriosa sparizione, prima dell’inizio del torneo, della preziosissima coppa Jules Rimet. Mentre la polizia brancolava nel buio (o quasi), un anonimo cagnolino londinese, Pickles (cioè Cetriolino), mentre faceva la passeggiata quotidiana fiutò uno strano pacco nascosto sotto la siepe di un giardino. Conteneva proprio lei, la statuetta placcata d’oro e tempestata di lapislazzuli che tutti stavano cercando. In un attimo Pickles divenne una celebrità e lui e il suo padrone si godettero la finale del campionato in prima fila
Piccoli grandi eroi: Possibile che un cane possa fare l’infermiere? Ebbene sì. È il caso di Belle, una beagle che appartiene a un signore americano ammalato di diabete. Il suo padrone, vivendo da solo, ha pensato bene di farle frequentare un corso nel quale ha imparato a “misurargli” la glicemia leccandogli il naso una volta ogni ora. Quando la situazione le sembra fuori norma, Belle inizia a uggiolare e così il suo padrone sa che deve correre ai ripari. Un giorno, però, l’uomo si sentì male all’improvviso e cadde a terra privo di sensi. L’intelligentissima beagle si ricordò allora di un’altra lezione imparata al corso: come chiamare il pronto intervento. Iniziò a mordicchiare il tasto del telefono programmato sul numero del pronto soccorso e non smise di abbaiare fino a quando udì le sirene dell’ambulanza sotto casa. In questo modo salvò la vita al suo padrone.
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